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12) Quali licenze garantiscono che un dato sia open?

Le licenze che possono essere utilizzate per la pubblicazione di dati in formato aperto sono molte; le più utilizzate dalle PA italiane sono:

 

  • IODL
  • Creative Commons

 

Nel dettaglio:


A. Italian Open Data License (IODL) è la licenza “aperta” creata allo scopo precipuo di dare a tutte le Amministrazioni uno strumento chiaro e certificato, in grado di facilitare la diffusione e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico.


L’uso di questa licenza prevede che l’utente possa liberamente:

 

  • consultare, estrarre, scaricare, copiare, pubblicare, distribuire e trasmettere le informazioni;
  • creare un lavoro derivato, per esempio attraverso la combinazione con altre informazioni (cosiddetto mash-up), includendole in un prodotto o sviluppando un’applicazione informatica che le utilizzi come base dati.

 

 

B. Licenze Creative Commons sono le più diffuse e hanno il vantaggio di essere utilizzate a livello internazionale.


Nell’ambito delle licenze Creative Commons, per i dati aperti solitamente si utilizzano queste combinazioni:

 

  • CC0, cioè completamente libero da diritti, e i dati possono essere utilizzati da terzi anche per fini commerciali senza obbligo di citare la fonte;
  • CC BY, i dati possono essere utilizzati da terzi anche per fini commercia, ma con obbligo di citare la fonte;
  • CC BY SA, i dati possono essere utilizzati con obbligo di citare la fonte, e debbono essere condivisi allo stesso modo, cioè se il materiale viene remixato o trasformato o ci si basa su di esso, è necessario distribuire i propri contributi con la stessa licenza del materiale originario.
 
Per approfondire
 

Città metropolitana di Bologna

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